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Mi permetto di condividere questa mie personali considerazioni per il profondo rispetto che ho nei confronti di tutti i miei concittadini che ogni giorno, da mesi ormai, sentono parlare di test sierologici, di strumenti di mappatura del contagio, di tamponi a conferma della diagnosi come di strumenti validi per individuare la categoria degli asintomatici, vale a dire chi può naturalmente ed inconsapevolmente essere “portatore” o chi ha fatto il corona virus senza accusare i sintomi.

Purtroppo nel corto circuito creato dalle singole Regioni nella gestione dell’emergenza, sono emerse delle differenze abissali su come e quanto questi strumenti siano stati usati, quali risultati hanno dato e soprattutto sui costi degli stessi.
All'inizio è stata la Regione Veneto che seguendo le indicazioni del virologo Andrea Crisanti ha sempre puntato su tamponi a tappeto e screening con i test anche agli asintomatici, ha mantenuto e mai smantellato la cultura della sanità pubblica con presidi diffusi sul territorio e con i medici che hanno curato a casa gli asintomatici.
L’isolamento di VO’ ha evitato che il contagio si diffondesse.
Poi è venuta l’Emilia Romagna che con la zona rossa a Medicina ha evitato il peggio, ovvero il contagio verso Bologna. Ed anche questa Regione è partita con la campagna di test sierologici e tamponi a tutto il personale medico sanitario e forze dell’ordine, mantenendo in mano pubblica i test sierologici.
Poi il Lazio con i test sierologici aperti a tutti, con costi variabili tra i 25 ed i 23 euro e la possibilità di allargare al massimo la possibilità di sottoporsi al test per capire se si è venuti in contatto col Covid 19, con ricetta medica ed il tampone a carico del Servizio sanitario nazionale.

…e dulcis (poco dulcis) in fundo arriva la Regione Lombardia, un po’ strano considerando che il grande numero di decessi avuti (con il senno di poi l’equazione diagnosi-ospedale-terapia intensiva) è stato devastante, nonostante l’esempio di Regioni vicine (anche per condivisione politica come il Veneto) a cui poter chiedere utili consigli sulla gestione emergenziale.

Tra tutta questa confusione ci sono sempre stati di mezzo i Sindaci, che da mesi chiedono di poter capire come muoversi in merito ai test ed alla mappatura, hanno diligentemente atteso indicazioni, hanno sollecitato ATS INSUBRIA e atteso indicazioni sulla possibilità di effettuarli da parte della Regione.

Sempre per la massima trasparenza nei confronti della cittadinanza, ecco i dati diffusi da ATS INSUBRIA: 51.037 tamponi nel territorio di Ats Insubria (Varese e Como) dove vivono circa un milione e 500mila persone.
Nella nostra provincia di Como  ad esclusione dell’Alto Lario fuori dalla competenza di Ats Insubria) su 600.190 abitanti, sono stati effettuati fatti …ben…23.585 tamponi, di cui 3.827 positivi, 18.708 negativi e 1.050 “dubbi” su un totale di 17.299 persone.
Il risultato che ATS INSUBRIA con Varese e Como…in quest’ordine purtroppo da anni… sono all’ultimo posto per i tamponi effettuati.
Questa continua incertezza ha spinto alcuni Sindaci, ormai spazientiti anche in provincia di Como a partire con i test, affidandosi a laboratori privati.

Ed alla fine le line guida sono arrivate (delibere di giunta n. 3131 e 3132 con l’allegato sui test sierologici) ed il risultato è che nella sostanza vietano ai Sindaci di promuovere azioni in materia sanitaria (e ci può stare visto che non ne abbiamo la competenza...che invece avrebbe la Regione).

Personalmente ed un po’ utopisticamente mi sarei aspettato la consegna di un kit per il test in ogni casa…soprattutto considerando la proverbiale eccellenza sanitaria lombarda…ma non è stato così.
Un altro fatto che non può non disturbare è che la stessa Regione ha indicato il tariffario per i cittadini che, al di fuori del sistema sanitario, vogliono poter ragionevolmente sapere a che punto sono del contagio: circa € 69,00 per il test e se risulti positivo…ti paghi anche il tampone (altri 60 euro…) a tue spese (anche se sembra che su questa ulteriore spesa ci sia in atto un ripensamento…) e solo nei laboratori privati (e forse anche in questa decisione la grave crisi avuta non sembra essere servita) a cui rivolgersi.
Quindi se li fanno i laboratori privati all’interno del sistema sanitario hanno validità, ma se li fanno al di fuori invece no.
Ecco a tal proposito il testo della delibera: “Si ribadisce che l’esecuzione di test sierologici, al di fuori di percorsi organizzati di verifica dei risultati ottenuti, riveste scarso significato e può contribuire a creare false aspettative e comportamenti a potenziale rischio nei cittadini interessati”.
Questa è la conclusione di una vicenda sulla quale i Sindaci hanno studiato, si sono confrontati ma senza mai ricevere le risposte… (fino a qualche giorno fa…).
Attraverso i nostri rappresentanti dei Sindaci in ATS INSUBRIA abbiamo chiesto una carta dove venisse scritto nero su bianco che alle Amministrazioni Comunali venisse fatto divieto di promuovere i test, al massimo di mettere a disposizioni locali, volontari e logistica.
I nostri cittadini da mesi ci incalzano sul motivo per il quale nel tal Comune il Sindaco gli ha fatti ed invece a Olgiate… “Sindaco non hai a cuore la salute dei tuoi concittadini”.
Diciamo che mai come in questo momento abbiamo cercato di essere presenti assieme ai medici di base ( che sentiti stamattina lamentano addirittura di aver finito i guanti in lattice dopo aver fatto miracoli per trovare le mascherine…) nel contatto con i cittadini.
In particolare nella prima fase della pandemia, all'insorgenza dei nostri primi casi positivi per informare i nostri concittadini e le loro famiglie su cosa fare, come procedere con spesa e raccolta differenziata, come poter ricevere i farmaci necessari, senza contare quanti hanno visto portarsi via un parente e non l’hanno potuto nemmeno salutare.

Riassumendo e concludendo:
• Ci saremmo volentieri risparmiati i numerosi virologi che ad ogni passerella in tv o in libreria ci hanno dato ogni sera un versione diversa dalla sera precedente.
Ed in questi mesi abbiamo capito tutti che:
• I test non danno la patente di immunità;
• I test sono stati utilizzati da alcune Regioni quale mezzo di mappatura di massa del contagio;
• I test stabiliscono la quantità di immunoglobuline presenti nel sangue e indicano se un soggetto è mai entrato in contatto con il virus, se ha in corso l’infezione o se è in una fase di guarigione, risultato quest’ultimo che è possibile stabilire con il tampone;
• Ci sono test con la puntura, con il prelievo del sangue venoso, con la saliva;
• Ci sono ditte ( es. la ABBOT di Roma) che hanno vinto la gara per la fornitura a livello nazionale dei test e reagenti ma che non riescono ad arrivare ai laboratori nella nostra Regione.
• Ci sono Regioni che fanno pagare i test una cifra irrisoria ed invece a noi costano 69,00 euro + altrettanti per il tampone.
Spero di essere stato abbastanza chiaro ed esauriente alla domanda che puntualmente mi viene fatta:
” Sindaco perchè noi non facciamo fare i test?”…
Purtroppo e mi scuso se non è la risposta alla domanda che tutti avrebbero voluto leggere.
In ultimo e per la cronaca: domenica scorsa (10 MAGGIO ndr) ho scritto ad ATS per dare la disponibilità logistica e di volontari a OLGIATE COMASCO per avere una postazione di “Tamponi Drive” per i cittadini della zona dell’Olgiatese senza dover andare a Como, Erba o sul Lago.
Attendo risposta...spero non arrivi assieme al vaccino nel 2021.

Il vostro Sindaco.
Simone Moretti

Ultimo aggiornamento

Martedi 13 Ottobre 2020